PANTALONE PAGA GLI INSEGNANTI DI RELIGIONE
Ricordo che lo Stato italiano paga lo stipendio agli insegnanti di religione e, inoltre, sovvenziona istituzioni come l'Università cattolica del Sacro Cuore, questo coi soldi di noi contribuenti, esemplificati dalla figura di Pantalone.
Orbene è chiaro che sia gli insegnanri di religione che i docenti dell'Università cattolica, sia per ottenere il posto di lavoro che per mantenerlo, sono soggetti allo scrutinio dell'autorità ecclesiastica riguardo alla loro fede ed al loro comportamento specie nella sfera sessuale, si può vedere ad esempio lo statuto dell'Università cattolica disponibile su ITERNET; si veda anche l'Accordo di Revisione del Concordato Lateranense, art. 10 comma 3:
"Le nomina dei docenti dell'Università cattolica del sacro Cuore e dei dipendenti istituti sono subordinate al gradimento, sotto il profilo religioso, della competente autorità ecclesiastica."
Ora le leggi dello Stato italiano sono chiare, esiste uno Statuto dei Lavoratori, esistono leggi sulla "privacy", esistono leggi riguardo agli insegnanti nelle scuole e riguardo ai docenti universitari, questi possono essere gay, divorziati, lesbiche, conviventi, madri fuori del matrimonio, ecc.
Io dico, se la Chiesa vuole i soldi che lo Stato trae dal contribuente (Pantalone), deve ammettere all'insegnamento, sia della religione sia nelle sue istituzioni per le quali percepisca un contributo statale, anche chi non è in regola con i suoi precetti, ma lo è colla giustizia e con le leggi dello Stato italiano; guindi anche divorziati, gay, conviventi, miscredenti, lesbiche, ecc.
Io non entro in merito dei precetti della Chiesa, dico soltanto che se questa vuole i soldi dello Stato, deve adeguarsi alle leggi dello Stato, se no deve fare a meno di queste sovvenzioni.



