Ma Della Vedova è un illuso?

18 Novembre, 2005 - 18:54 | Paolo68

secondo me, Benedetto Della Vedova si sta illudendo di poter svolgere un'attività liberale nella casa delle illibertà, Taradash e Calderisi, invece, sn masokisti, nn gli è bastato il trattamento ricevuto precedentemente in forza italia, contenti loro!!!!!

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Inviato da Anonymous il 18 Novembre, 2005 - 19:23.

secondo me il tentativo di Della Vedova è un tentativo coraggioso ,per varie ragioni,perchè per opportunità politica a me (radicale e agli altri radicali) conviene che ci sia una opposizione con gente come lui ,capaci magari di sottrarre fette di elettorato liberale dal marasma dei partiti pseudoliberali e clericali della cdl (FI e AN),perchè l'elettorato della Cdl è in parte liberale ,sarebbe bello per l'italia , avere un opposizione con liberali veri e Della Vedova ci sta provando,piu voti prende ,piu la vittoria liberale radicale è grande.
le proposte di Della Vedova sono le stesse della Rosa ,rimarcando però temi liberisti e liberali a scapito dei temi tanto cari alla Rosa(laicità ecc).Dopo tutto per le battaglie di Capezzone e Boselli,Concordato ,Pacs ecc ecc , sarà utile avere in Parlamento interlocutori privilegiati come Della Vedova.

Inviato da LambOfGod il 18 Novembre, 2005 - 22:29.

Io credo che la scelta di andare con la cdl sia totalmente insensata, che credibilità ha una minoranza di un partito dalla percentuale già modestissima che va nello schieramento con cui in comune a conti fatti non ha nulla? Perchè anche in politica estera, giustizia ed economia l'operato di questo governo è in direzione ben diversa da quello per cui i radicali si son sempre battuti... chi è deluso da FI, AN o UDC non voterà certo a favore della stessa coalizione, seppur spostando l'obiettivo verso Della Vedova, ma più probabilmente tenderà a Rosa Nel Pugno o Margherita, a seconda dei casi...

Inviato da Edoardo Quaquini il 18 Novembre, 2005 - 21:31.

Io invece spero proprio che Dalla Vedova non prenda un voto e chi è liberale li dia tutti...a noi!
Tanto l'elettorato di FI o tantomeno di AN non lo riduce lui, al max può semmai prendere voti di qualche radicale che non voleva andare a sinistra.

Ciao, Edo

"O si pensa o si crede"
A. Schopenhauer

Inviato da Max Floris il 18 Novembre, 2005 - 22:15.

si certo prenderà il voto di qualche radicale che COMUNQUE non voterebbe a sinistra, e l'elettorato potenziale dei RL proviene essenzialmente dai delusi della CDL e dai liberali che han sempre votato (in mancanza d'alternativa) in FI e AN.
Meglio avere un'alternativa piu liberale

Inviato da antonio russo il 19 Novembre, 2005 - 21:28.

Rispetto la coerenza del percorso di Benedetto cui va fatto sempre un in bocca al lupo per la sua iniziativa.

Inviato da carloos39 il 19 Novembre, 2005 - 22:07.

Non conosco personalmente Benedetto, ma mi è capitato spesse volte di sentirlo per radio. Rischio quindi, di lasciarmi trascinare da facili pre-concetti...Non condivido in nessun modo la sua scelta di schierarsi con la CDL è contrario a tutti i principi e le posizioni del movimento RADICALE, SOCIALISTA e LAICO...Berlusconi lo ha dimostrato incontrando un altro Benedetto, (decimo sesto)più palese di così!!P.S. riflettendo adesso sui nomi mi è venuto in mente: anche Bettino, aveva come primo, e -forse unico-nome BENEDETTO!! Strano destino...

Inviato da Fabrizioo il 20 Novembre, 2005 - 22:38.

Su Retesette durante la trasmissione "Iceberg" ho avuto modo di ascoltare il Riformatore liberale(non mi piace più chiamarlo "radicale")Marco Taradash sostenere con vigore che la politica di Tony Blair è esattamente la stessa di quella di Margaret Thatcher,anzi la sua logica continuazione. Mi domando a questo punto perchè allora Taradash non ha accolto le proposte "blairiane"di SDI e Radicali,ma ha preferito stare nelle braccia di Berlusconi.Naturalmente io dubito fortemente che Blair(progressista)sia uguale alla Thatcher(conservatrice). Se penso ancora che il mio primo voto radicale,lo detti esprimendo proprio la preferenza a Taradash,avrei preferito non votare.
Taradash fa, incredibilmente, lo stesso errore di Fausto Bertinotti: l'equazione Blair=Thatcher. E' un'operazione che ha grande seguito nella Sinistra estrema, marxista, comunista e massimalista, ma non solo, anche i Socialisti francesi di Jospin davano lo stesso sprezzante giudizio sul neolaburismo alla fine degli anni '90. Sappiamo poi che fine ha fatto Jospin. Ma questa di Taradash e Della Vedova fa il paio con l'antimondialismo di Tremonti, noglobal di destra. Consiglio la lettura del bellissimo discorso di Blair al recente Congresso del NewLabour a Brighton: http://www.labour.org.uk/index.php?id=news2005&ux_news[id]=ac05tb&cHash=d8353c3d74
Non c'è da meravigliarsi che Taradash faccia "incredibilmente lo stesso errore di Bertinotti" riguardo a Blair.
In realta' non di errore si tratta nel caso di Bertinotti (che lo fa strumentalmente per espellere dalla sinistra la carica riformatrice blairiana), e neanche nel caso di Taradash, che in questo caso si limita a ripetere pappagallescamente la tesi di chi ha delegato (come già Pannella, sbagliando) al ruolo di "esperto" di cose economiche, e cioe' Benedetto Della Vedova.
Il Della Vedova secondo il quale, in fondo, Blair non è un riformatore, ma un neo-conservatore e neo-thatcheriano: lettura che - non a caso - condivide con Bertinotti & Co.
Come si vede, la coincidenza con Bertinotti non e' cosi' "incredibile": e' tecnicamente necessaria conseguenza dell'errore madornale dell'economista in quota CNEL

Inviato da Fabrizioo il 20 Novembre, 2005 - 21:50.

Blair prosegue la Thatcher. E' la risibile tesi di Della Vedova. Se c'e' una cosa che Blair e', questa consiste esattamente nell'essere *il contrario* della Thatcher. Per la Thatcher la comunita' (la societa', per usare un linguaggio "old") "non esiste", esiste solo "l'individuo": per Blair (per le sue politiche) parlare di individuo significa gia' sempre parlare di un essere-con-gli-altri, di un essere in relazione, e dunque di una comunita'. Per la Thatcher il libero mercato e' il fine, per raggiungere il quale va usato ogni mezzo. Per Blair il libero mercato (assai piu' laicamente) e' *il miglior mezzo* per perseguire il fine della realizzazione piena dell'individuo (e quindi anche della comunita'). Se ci pensi un po', scopri anche che le conseguenze in termini di scelte politiche conducono a cose diversissime. Prova ne sia che Blair e il suo governo hanno attuato riforme che mai Thatcher avrebbe fatto. Quanto a Zapatero: si puo' essere d'accordo o no sulla scelta che fece a suo tempo di ritiro immediato delle truppe dall'Iraq. E tuttavia un riformatore non puo' non riconoscergli grande visione e grande determinazione nell'attuazione di riforme coraggiose e *popolari* (guarda un po'!) sia nel campo della ricerca che in quello economico. Che poi sia il Regno Unito che la Spagna siano due paesi in crescita, mentre gran parte del resto (Italia in testa) e' fermo o arretra, dovrebbe pure significare qualcosa.
Quindi, io capisco che "fare il tifo" ,sia pure per un tipo non cosi' "appassionante", a occhio, come Della Vedova(Riformatore liberale,un berlusconiano che non mi sentirei più di chiamarlo propriamente Radicale,e Berlusconi sostiene da sempre che i veri Liberali stanno a destra) ma de gustibus ecc. ecc. possa consolare: ma prima di accettare a scatola chiusa i mantra del proprio "guru" di riferimento sarebbe un buon esercizio provare a pensare con la propria testa.

Inviato da stefano_miatto il 21 Novembre, 2005 - 14:19.

Stimo moltissimo Benedetto della Vedova, ma secondo me, meglio così.
Buona parte dei radicali -cioè, di chi vota radicale, non dei tesserati- si sente "di sinistra" (liberale, libertaria, ma pur sempre sinistra) e in questa porzione di elettorato le teorie "laissez faire" di della Vedova, ahimé, non raccolgono grandi simpatie. Di conseguenza nei radicali BDV, credo, sia visto come un incomodo destrorso con poca capacità di calamitare consensi. Meglio allora che vada con la CDL perchè, anche se dubito riuscirà a spuntarla su gente come Alemanno, Bossi e Tremonti, sicuramente le sue posizioni sono, senz'altro a parole, maggiormente condivise nello schieramento di centrodestra. Per noi che invece abbiamo scelto di seminare un po' di liberalismo nella compagine di sinistra, se mai i Rif. Lib. di BDV dovessero riuscire a ricavarsi un ruolo di interlocutori di peso all'interno della CDL, significherebbe trovare un referente in sintonia con le ns istanze e forse su più di qualche questione potremmo regalare al paese un po' di modernità. Se invece, come temo, i Riformatori Liberali diventeranno voci nel deserto, beh per noi non sarà cambiato nulla. Cinico, certo, ma abbastanza oggettivo.

Inviato da Fabrizioo il 26 Novembre, 2005 - 14:38.

Eppure all'interno dei cosiddetti Riformatori liberali berlusconiani, c'è chi come Benedetto Della Vedova vedrebbe di buon occhio l'accordo dei Radicali,di tutti i Radicali,col centrodestra, praticamente un dead man walking nell'ambito del panorama politico italiano.
Non solo, egli non ama nemmeno l'anticlericalismo del partito. Ci ricorda le parole di Von Hayek: "A differenza del razionalismo della Rivoluzione francese, il vero liberalismo non ha niente contro la religione e io non posso che deplorare l’anticlericalismo militante ed essenzialmente illiberale che ha animato tanta parte del liberalismo del XIX secolo".
Allora io mi chiedo, le ingerenze clericali nella vita politica italiana (ma ormai anche internazionale) sono solo incubi che infestano le mie notti da "militonto"? Oppure l'impostazione anticlericale salveminiana e rossiana è ancora attuale come ci ha ricordato l'amico e compagno Bolognetti?
Tanti cristiani, tanti cattolici nel nostro Paese sono stufi di farsi rappresentare dall'integralismo di Rosi Bindi o di Buttiglione ed anche ad essi dobbiamo offrire un'alternativa politica credibile, anticlericale sì, ma non certo antireligiosa (e quando mai lo siamo stati?).

Inviato da W.noli il 30 Novembre, 2005 - 20:43.

Forse non è da considerare tanto "illuso", oggi alla prima convention Berlusconi lo ha proposto come ministro delle riforme a patto che da Riformisti Liberali si trasformino (come nome) in Radicali Liberi, più facile così spillarci qualche voto in +.
Poi considerate che è molto + facile convivere con la partitocrazia se ci si impone di non pronunciare mai le parole droga-aborto-ru486-laicità-amnistia ecc. Così facendo è semplice trovare qualcuno disposto a metterti sui giornali, a darti visibilità e principalmente a darti qualche poltrona.
Continuiamo a chiamarlo illuso ????

Inviato da alemaggia il 30 Novembre, 2005 - 20:47.

da chi votò Formigoni anzi che Pannella che c è da aspettarsi?

sono i liberali dogmatici , quelli che cercano il pensiero forte , hanno bisogno della chiesa(forzaitaliota e del leader)

sono l antitesi del liberale laico
meglio se ne stiano lontano i taradash e i calderisi.
della vedova ''pare'' crederci davvero.
mba..

oggi berlusconi ha ottenuto il tripudio della folla dando del relativista a prodi.

cos è era un assemblea di assolutisti?

Inviato da si può fare di più il 30 Novembre, 2005 - 21:29.

Continuo nel sostenere che la ROSA deve prescindere dal binomio liberale/socialista.
Ciò ci porterebbe infatti a creare un MOSTRO. Mi spiego: i socialisti forse voteranno i DS che, volendo o nolendo, hanno capito con 20 anni di distanza l'insegnamento di Craxi sul socialismo riformista di stampo europeo e si stanno organizzando in tal senso; i liberali voteranno un po' la ROSA e, soprattutto, la destra perchè, storicamente, i liberali non possono stare con i socialsiti "non riformisti" o peggio con i comunisti. I liberali, di solito, fanno categoria a seè avverso i conservatori (destra) e i socialisti/comunisti.
L'italia ha bisogno di LIBERALI ma non per aggregarsi con questo o quell'altro.. ma per raccogliere i voti di chi, liberale, non si riconosce in nessuno schieramento e vorrebbe semplicemnte un terzo schieramento (UK insegna in tal senso)!
Tuttavia, tornando alla ROSA, se si intendono raccogliere i voti dei liberali, vedo un futuro grigio (nero mi sembra esagerato); SOLO COSTRUENDO UN MOVIMENTO "NUOVO" che prescindendo dall'origine dei protagonisti (liberali o socialisti)possa creare un soggetto che ispirandosi a quanto c'è di buono nel riformismo socialista e coniugandolo con i principi liberali, riesca a raccogliere i voti (tanti) di chi si è rotto le scatole di schieramenti politici (POLO E UNIONE) che oltre al nome di "nuovo", di "riformista", di "moderno", hanno ben poco.

PS: non cadiamo anche noi radicali nella becera abitudine italiana di demonizzare gli avversari vedendo negli altri il demonio, l'assolutismo, il nulla....
Credo che il demonio, l'assolutismo, il nulla se lo spartiscono bene tanti personaggi della destra quanto della sinistra.

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