Violenze morali e materiali e danno individuale all'esistenza cagionato da enti giuridici, p.a., organizzazioni e gruppi
“A. K. Era il solo a possedere un clavicembalo su Marte, ma lo strumento era scordato e lui non riusciva a trovare nessuno che glielo aggiustasse. Mettila come vuoi, non c’erano accordatori di clavicembali su Marte.”.
(romanzo di Philip k. Dick, NOI MARZIANI)
Lettera aperta a tutti coloro che non fanno venir meno la convinzione per il sostegno di azioni concrete e positive e di quanto altro necessario circa la tutela dei diritti individuali ed esistenziali contro le violenze morali e materiali subite sul posto di lavoro e nella personale vita privata di chiunque.
La vera storia di una semplice lavoratrice,
L’abbecedario dimenticato di un qualunque serio sindacalista e i sentimenti di qualsiasi onesto libero cittadino.
" La sottoscritta dipendente della Pubblica Amministrazione di Forza Italiota , Maria Galoppi, e’ stata sottoposta in maniera immediata e violenta da parte dell’Ufficio del Personale alla procedura d’annullamento e sottrazione del proprio profilo professionale e conseguente demansionamento dalle proprie qualifiche funzionali ed economiche ,con un provvedimento che se non fosse vero potrebbe essere paragonato, alla trama di un romanzo kafkiano.
Tale provvedimento e’ stato invece incredibilmente e realmente prodotto, alterando ed in parte omettendo certificazioni mediche inesistenti ed addebitando conseguentemente a tali falsi operati la non idoneità di fatto a ricoprire il proprio profilo professionale ricoperto ininterrottamente da numerosi anni. Frutto, invece, della vincita di un concorso pubblico ed esami e non di una fiera, ho visto tutto in un colpo revocarmi le qualifiche acquisite e vinte con lo stesso concorso, comportando oltre che un danno economico anche un gravissimo danno morale e di diffamazione della mia reputazione di pubblico ufficiale,alla mia vita di relazione sociale nonché sulle mie ipotizzate e falsate condizioni di salute.
L’ufficio del Personale dell’Amministrazione della Pubblica Amministrazione di Forza Italiota nella persona del suo direttore ha segnato definitivamente un inaudito e micidiale passo che per l’abuso perpetuato, la violenza compiuta, la serena onnipotenza dimostrata in tale atto, non ha precedenti ed uguali nella storia della Pubblica Amministrazione di Forza Italiota (repubblicana). Questo e’ ultimo di una serie di macroscopici e documentabili “anomalie” gia originate o indirettamente accettate dallo stesso Ufficio a danno della stessa lavoratrice. Tale lunga processione di anomalie non può che lasciare sconcertati e far sobbalzare qualsiasi Pubblica Amministrazione e normale organizzazione sindacale e onesto lavoratore e persona, una volta posto a conoscenza in dettaglio del tutto e di più compiuto. Cosi come di ogni amministratore, interessato all’efficienza ed efficacia della macchina amministrativa. Ma la cinica realtà e tutt’altro che questa.
Il silenzio tombale, rappresentato dalla necropoli dei sindacalisti stanchi della parrocchia catto-comunista sindacale, ed il totale disinteresse ed il compiaciuto silenzio di quanti altri sindacalizzati si proclamano a parole autonomamente o meno, santoni e paladini della valorizzazione del lavoro, ma si astengono bene dal dire di che lavoro parlano e di dire alcunché su vicende come quella in questione, facendo entrambi finta di non sapere pongono una irrinunciabile e definitiva onesta domanda: chi e cosa rappresentano costoro? Chi rappresentano questi rappresentanti? Quali diritti e di chi difendono? In quale lontano pianeta ha le sue stanze o le sue corti, quest’altro felice mondo?
Di fronte a tale gravissima distorsione e lesione dei fatti ai danni di un lavoratore, la totale assenza di una qualsiasi dimostrazione d’attenzione, la noncuranza e latitanza a farsi trovare, fa cadere le ultime foglie di fico di queste cariatidi ormai in mutande, mostrandone le loro vergogne ideologiche e diventando essi stessi un monumentale esempio di grandi generali, impegnati in grandi battaglie ma anche delle loro penose stesse vergogne.
Il messaggio di s.o.s. lanciato a questi , e’ rimasto nella più infame noncuranza da parte dei principi dell’arena sindacale della Pubblica Amministrazione di Forza Italiota, ha aggiunto danno al danno. Le clamorose prima pesanti violazioni della direzione del personale e gli anni luce e le lontane galassie di distanza dai problemi reali del lavoro poi, di chi dice di rappresentarlo hanno comportato e segnato un percorso compiuto in queste ultime settimane da solo, duramente vissuto in un pressoché solitario e faticoso cammino, segnato da isolati attestati ed indispensabili atti di solidarietà e preziose quanto uniche prese di posizione di alcuni singoli eccezioni di dirigenti sindacali, che hanno permesso di salvare la faccia se non altro alla propria organizzazione, incoraggiandomi a non mollare, ed a proseguire l’azione per il ristabilimento della verità ed al risarcimento del danno.
Il lavoro di sindacalista dovrebbe essere quello di un realizzatore di conquiste e vicende collettive, partendo dalla tutela della dignità di ogni singolo lavoratore.
In uno stato di cose completamente rovesciato, visto quanto testimoniato anche da questa esperienza, tutto e’ ribaltato rispetto a tali buoni principi.
In un modo posto alla rovescia risulta cosi folgorante ed evidente che il lavoro ed I diritti di chi lavora sono subordinati rispetto alle estranee e perverse logiche di natura disparata in cui naviga questo mondo a se stante e del blocco conservatore della propria personale bottega e/o della loro ristretta fortunata frangia corporativa ,titolari di comodi materassi.
Una volta messo a nudo lo stato dei fatti, cio’ dovrebbe far preoccupare qualsiasi altro onesto e serio lavoratore. In tale totale arbitrio nessuno e’ al riparo, tutto può accadere.
Anche che domani, ti dicano che per motivi inesistenti e per forza di un provvedimento costruito con l’arte di un illusionista e prestigiatore, stretto parente di un falsario, tu non devi più ricoprire il posto che ti sei a diritto guadagnato, e devi semplicemente lasciare il posto a qualcun altro meglio gradito.
Un sindacato di quest’altro mondo e’ un sindacato alieno dal poter rappresentare, tutelare e difendere un lavoratore in carne ed ossa: forse potrà rappresentare qualcosa per tutti quei complicatissimi equilibri e meccanismi che regolano ed alternano la gestione e la lotta per il potere politico o le rappresentazioni solo simboliche di un culto posticcio di bizantinismi e sindacalismi ormai incomprensibili ai più comuni terrestri. Cosi come i ragionieristici tornaconti di nicchie sindacali corporative, interessate unicamente al loro negozio e baratto in termini di tornaconto loro proprio, diretto e personale.
Gli inqualificabili comportamenti del vertice dell’ufficio del personale di questa Pubblica Amministrazione come forse di molte altre amministrazioni e l’opera ed il lavoro di tanti lavoratori capaci e corretti che vi lavorano meritano le coerenti azioni di un qualsiasi abbecedario di un serio sindacalista ed onesto cittadino: la solidarietà, la seria presa di posizione, e le convinte azioni per la tutela di qualsiasi lavoratore e della sua dignità di persona dalle pesanti violazioni commesse a suo /loro danno dei propri elementari diritti, nella difesa delle funzioni pubbliche esercitate nonche’ della pubblica amministrazione stessa.
Ovvero, per quanto riguarda la vera storia in oggetto, il contrario di quanto ben dimostrato al momento in questo caso: il più totale, corale e vergognoso silenzio. E chi tace acconsente, infimamente complice, a questo stato di cose.
Possa il progetto della rosa nel pugno rappresentare ed aggregare una nuova area sempre piu vasta di persone che intendono non far venir meno la tutela delle liberta individuali ed esistenziali di tutti ed in particolare in difesa dalle loggie italiote e dalle parrocchie catto comuniste in tutt’altro affaccendati, in questa nostra realtà nazionale sempre piu ammorbata ed asfissiata da tutto il peggio e di piu di tali lobby.
Possa questo forum accogliere i commenti ed i suggerimenti di tutti quanti ritengono quanto sopra estremamente importante per porre un limite a tale involuzione della specie in una barbara indifferenza rispetto ad una sempre piu fitta giungla di indistinte violenze.
E magari contribuire a promuovere oltre ad una seria discussione anche un progetto di legge che colmi questo buco nero, non casuale, della legislazione italiana "



