Corriere della Sera - Andrea Garibaldi - Legge europea contro l'accanimento terapeutico
Sull'onda del caso di Piergiorgio Welby, il ministro della Salute, Livia Turco, si impegna ad attuare la Convenzione europea di Oviedo. Quella Convenzione tratta di autodeterminazione del malato, di consenso informato sulle cure. L'Italia la ratificò nel 2001, ma non ha mai varato i decreti attuativi. Della Convenzione di Oviedo parla l'ordinanza con cui il giudice Angela Salvio ha respinto la richiesta di Welby di non restare più attaccato al ventilatore polmonare che lo tiene in vita. La Convenzione si prefigge di difendere la dignità e i diritti umani davanti ai rischi di un uso improprio della medicina: indica il no all'accanimento terapeutico e riconosce il testamento biologico.
Welby è affetto da una malattia degenerativa e muove ormai solo pochi muscoli del volto. Tre mesi fa rivolse un appello al presidente Napolitano. L'ordinanza del tribunale civile riconosce il diritto del malato di decidere sulla propria sorte, ma sostiene di non poter obbligare i medici, in quanto esiste un vuoto legislativo. Livia Turco attende, inoltre, per il 20 dicembre il parere del Consiglio superiore della sanità sulla corretta definizione dell'«accanimento terapeutico». Welby però non può aspettare, sostengono i radicali, interessati anche alla valenza politica della battaglia. Stesso concetto esprime Paolo Ferrerò, ministro della Solidarietà sociale, collega di governo di Livia Turco: «L'iniziativa del ministro Turco è importante e significativa, ma richiederà come è ovvio del tempo. Nell'immediato, credo si debba rispettare la volontà di Piergiorgio Welby e far cessare l'assurdo accanimento terapeutico che subisce».
Dal suo letto, Welby ha reagito così all'ordinanza del tribunale civile: «Sono deluso, molto deluso». Adesso i radicali cercano il modo di esaudire la sua volontà di non soffrire più. Welby dovrà decidere se fare «reclamo» avverso all'ordinanza e, soprattutto, se chiedere ancora una volta di interrompere il funzionamento delle macchine che lo tengono attaccato alla terra, in condizioni sempre peggiori. A tenere i contatti con Welby sono Marco Pannella e Marco Cappato, segretario dell'Associazione Coscioni. Dice Cappato: «Io credo che a questo punto, quando Welby chiederà la sedazione terminale e il distacco del ventilatore, nessuno potrà denunciarci o arrestarci. Siamo forti proprio del parere della Procura e dell'ordinanza del tribunale civile. Perché, è vero, il ricorso è stato rigettato, ma riconoscendo che esiste il diritto del malato di decidere. Da adesso, quindi, nessuno potrà definire "reato" un diritto. Se Welby ci chiederà di aiutarlo, il movimento "Scienza e vita" ci denuncerà e la magistratura aprirà un procedimento contro se stessa?». Per Cappato distacco del ventilatore sarebbe un atto di obbedienza alla Costituzione, non un gesto di disobbedienza civile e cita gli articoli 13, sulla libertà personale e il 32 («Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge»).



