abolire gli ordini professionali

1 Marzo, 2006 - 18:22 | Leonardo Monopoli

Sono un praticante legale che non è riuscito a superare l'esame di avvocato, che ho dato per tre volte. Mi alletta l'idea che se si abolissero gli ordini professionali e i relativi esami per l'abilitazione alla professione, io potrei già entrare nel mondo del lavoro. Leggo che nel centro-sinistra va profilandosi invece un'altra direttiva, quella di creare concorsi nazionali o regionali, ma non vi pare che questi ultimi comporterebbero gli stessi inconvenienti degli esami attuali? Per quanto mi riguarda, vedo che facilmente diventano avvocati i loro figli, mentre per gli altri, a meno che non abbiano una preparazione straordinaria o una raccomandazione potente, non c'è speranza di accedere alla professione. Insomma, non c'è speranza per chi, pur non essendo geniale, riuscirebbe a soddisfare il cliente...

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Inviato da andrea2975 il 1 Marzo, 2006 - 23:27.

Abolirli, e di corsa!
Assieme al valore legale dei titoli di studio e ai concorsi pubblici.
Sarebbero tre grandiose e radicali riforme per un'Italia davvero diversa.
cfr: Abolire i Concorsi

Inviato da Cescofran il 1 Marzo, 2006 - 23:38.

Se fosse in grado di svolgere il lavoro passerebbe il concorso e se ci sono persone più brave di lui meritano di lavorare al posto suo... e poi secondo te se abolissero i concorsi finirebbero le raccomandazioni? Beh secondo me proprio no... Cosa vuol dire abolire il valore legale del titolo di studio? Scusa, il problema dell'italia è che non studia nessuno e tu vuoi togliere ancora più valore al diploma e alla laurea? Secondo me invece andrebbero valorizzate di più! E cosa proporresti al posto dei concorsi pubblici che vuoi abolire? Colloqui di lavoro? Li fai tutti tu? No perchè credo che ce ne sarebbero un bel pò da gestire...

Inviato da Andreas il 2 Marzo, 2006 - 03:11.

Sì, ma il nostro amico che ha sparato tutte le cartucce che aveva, avendo progettato una vita da avvocato, ora che cazzo fa?
Un'alternativa la vogliamo mettere? Possibilmente da adottare prima dei trentacinque anni!
E poi hanno anche un altro tipo di problema. Fino a un po' di tempo fa, nel sud si verificavano altissime percentuali di candidati che vincevano la lotteria da avvocato. In Toscana invece, passavano quattro gatti. Risultato, al sud ci sono città in cui conti più studi legali che negozi, e gli avvocati ucciderebbero per una causa (eccezion fatta per gli avvocati figli di avvocati).
Allora hanno "smazzato" le commissioni. E quando lo scritto dei candidati di Firenze è stato corretto dalla commissione di Catanzaro, si sono verificate percentuali bulgare di vincitori. Una volta ho portato un mio amico di Taranto ad Arezzo. Dopo aver passeggiato 500 metri dalla stazione verso il centro, questo ragazzo si gira e mi fa: "Che città strana: ancora non ho visto neanche una targa di studio legale fuori dai portoni dei palazzi".
E laggiù il mestiere se lo passano di padre in figlio. E poi magari si buttando in politica (qualunque partito fa brodo) pur di ottenere visibilità e prestigio sociale. Però molti sono emerite teste vuote, che fanno consulenze legali che neanche un laureato in biologia!

Inviato da Mailander il 3 Marzo, 2006 - 15:50.

Mi vedo d'accordo con Cescofran. Non capisco come abolire i concorsi e gli ordini professionali, o togliere valore legale ai titoli di studio, possa risolvere il problema delle raccomandazioni, del caporalato, e altre situazioni analoghe. Mi sembra come sfasciare il formicaio, le formiche lo rifaranno da un'altra parte.

E poi perché togliere valore legale ai titoli di studio? Dopo che uno ha passato gli anni sui libri, spaccandovicisi la testa e mettendoci i soldi, non deve vedersi riconosciute legalmente le sue fatiche solo perché *altri* hanno usato delle scorciatoie, delle conoscenze, o hanno dato qualche mazzetta?

Magari sono io che non ho capito bene come funzionerebbe questa riforma...ma allora sarebbe il caso di spiegarla un po' meglio. In questo sito c'è davvero pochino.

Inviato da Leonardo Monopoli il 2 Marzo, 2006 - 08:45.

Penso che l'esame di abilitazione per la professione forense sia inutile, perché è molto più efficace la pratica che si acquisisce sul "campo", lavorando appunto. Giacché non voglio essere utilizzato come schiavo dagli avvocati esistenti, e non posso esserlo in quanto disabile, e giacché non so cercarmi una raccomandazione "potente", sono costretto alla inattività (s'intende, relativamente alla professione, che per il resto non me ne sto con le mani in mano, dedicandomi alla trasmissione dei valori culturali in cui credo a mezzo forum e blog, e leggendo le opere che mi interessano)... Ma chi non si è dato alla filosofia, come ho fatto io, non avrà un tal scoramento da starsene nero e rancoroso tutta la giornata? Aggiungo che se un avvocato non è bravo, i clienti non vanno più da lui e possono anche agire processualmente contro la sua attività difensiva poco professionale. Perché ricorrere a un ordine che assomiglia a una loggia massonica in cui gli iscritti si proteggono a vicenda? Quale tutela può ottenere in concreto col sistema attuale un cliente insoddisfatto? Fanno ridere quelli che affermano di voler introdurre esami più severi. Già la tracce non sono semplici adesso, e a Lecce, per esempio, passano le soluzioni gli stessi membri di commissione, soluzioni da elaborare e completare poi nei compiti. E questi benedetti compiti, vengono corretti a modo? Io ho i miei dubbi. Insomma non mi va di perdere il sonno e la salute per questa lotteria e spero che un giorno i parlamentari liberi e indipendenti abbiano il coraggio di abolire questo sistema corporativo, che danneggia i clienti e favorisce a mo' di privilegio solo la categoria forense. Un saluto a tutti e grazie per aver risposto.

Inviato da Alvise Ferialdi il 2 Marzo, 2006 - 10:06.

Appoggio la causa. D'altronde noi siamo liberali! Chiedetevi in Europa come la pensano?

Alvise Ferialdi, architetto

Inviato da bio72 il 2 Marzo, 2006 - 10:23.

Tante volte faccio il saputello. Questa volta confesso che ci capisco molto poco. Qualcuno sa spiegarmi con esempi semplici quel'è il problema e cosa si sta proponendo per risolverlo.
Abolizione del valore legale del titolo di studio. Cosa significa?
Abolizione degli ordini professionali? Cosa significa?
Concorsi pubblici? E se non fai un concorso come assumeresti? Devo confessare che non mi sono mai posto neanche il problema, forse perchè la mentalità da dipendente pubblico è lontanissima dalla mia.

Inviato da Leonardo Monopoli il 2 Marzo, 2006 - 12:32.

Abolendo il valore legale dei titoli di studio, si smette con la equiparazione di tali titoli e si valorizzano maggiormente le specifiche materie realmente studiate all'università, permettendo così un regime concorrenziale tra le varie università. Sappiamo bene che una laurea in una università non vale quanto una laurea in un'altra università, come è invece attualmente.
Abolire gli ordini professionali significa mettere fine alle corporazioni di professionisti, facendo sì che un professionista possa entrare nel mondo del lavoro, liberamente, magari (aggiungo io) dopo aver frequentato una scuola speciale che dia più nozioni pratiche - penso alle simulazioni, che non danneggiano i clienti - anziché teoriche (queste dovrebbero desumersi dalla laurea!).
I concorsi pubblici sono spesso improntati a una politica sotterranea raccomandatoria; abolendo i concorsi, bisognerebbe, secondo me, puntare su periodi di prova e apprendistato in cui il lavoratore si fa le ossa e se non riesce, pazienza, dovrà darsi ad altro... ovviamente dopo che è stato assicurato a livello statale un sistema di indennità di disoccupazione realmente efficace per il periodo di inattività, durante il quale il lavoratore cercherà un nuovo lavoro.
Insomma non voglio fare il saputello e sicuramente c'è chi ne capisce più di me su questo argomento, ma non è il caso nemmeno di rassegnarsi all'esistente...

Inviato da bio72 il 2 Marzo, 2006 - 15:44.

Scusa Leonardo, ma io continuo a non capire. Se hai voglia e tempo (vale anche per altri..) a me interesserebbe approfondire. Fate come se fossi un bambino delle elementari e spiegatemi tutto dall'inizio.
Cosa sono gli ordini professionali e perchè abolirli?
Cos'è il valore legale del titolo di studio e perchè abolirlo?
I concorsi pubblici spero di sapere cosa sono. Perchè abolirli? Con cosa sostituirli?

Inviato da Leonardo Monopoli il 2 Marzo, 2006 - 16:18.

Io non ho tempo, devo fare delle sintesi di un testo. Ma non credi che la mia risposta o quella di un altro sarebbero un po' di parte? Se il tuo desiderio di conoscenza è autentico, perché non navighi in Internet alla ricerca delle risposte alle tue domande? Nemmeno io sapevo cosa fosse il valore legale del titolo di studio e ho cercato la risposta in Internet. Non è poi così difficile.

Inviato da Mailander il 3 Marzo, 2006 - 15:56.

Sarebbe ancora meglio se il sito stesso avesse una sezione dedicata ai punti del programma spiegati nel dettaglio.

Inviato da andrea2975 il 3 Marzo, 2006 - 00:19.

sarebbe bello sentire le opinioni - e le illusioni, e i sogni, e i miti e i pregiudizi - di molti di noi su tali fondamentali questioni...
sarebbe bello se vi fosse una diffusa sensibilità e una discreta attenzione riguardo a tali tematiche per organizzarci sopra un bel convegno, con relatori esperti e competenti...
sto forse chiedendo troppo??!

Inviato da CappellaioMatto il 3 Marzo, 2006 - 16:46.

Un altro passo avanti davvero importante, oltre l'abolizione degli ordini professionali, sarebbe una paga più giusta, non inferiore alla soglia di sussistenza o addirittura inesistente per gli avvocati, dei periodi di praticantato e di dottorato, a fronte di una preparazione accademica e teorica più snella. Il lavoratore o "futuro tale" produce già in quella fase ed ha diritto alla valorizzazione giusta del suo operato, così si responsabilizza e magari diventa autonomo prima di arrivare all'antirughe

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