Il Secolo XIX - Renzo Parodi - Viale: «In campo per svegliare la Liguria»
Silvio Viale, 52 anni, sposato, una figlia, medico ginecologo, oggi presenta a Genova la Lista Bonino-Pannelia per le elezioni regionali.
Dottor Viale, perché si candida in Liguria lei, piemontese, politicamente attivo in Piemonte?
«La scelta è del partito, al quale sono iscritto da un decina d`anni, dopo una militanza con i Verdi (e in gioventù, con Lotta Continua, ndr). Di fatto, sono radicale da moltissimo tempo. In Liguria il centro-sinistra e il Pd tendono a non considerare i radicali. Abbiamo atteso invano un`apertura da parte del governatore Burlando ma non è arrivata. In Piemonte siamo nella coalizione che sostiene
Mercedes Bresso e che va dai radicali all`Udc, con l`accordo tecnico con la Federazione delle Sinistre».
Mai avuto contatti diretti con Claudio Burlando?
«A livello nazionale il segretario e Pannella li hanno cercati, senza ricevere risposta alle telefonate. Siamo sempre disponibili ad un confronto, e vorrei ricordare che i Radicali sono stati eletti in Parlamento nelle liste del Pd, pur mantenendo una posizione autonoma».
I nomi?
«Liguri. Gliene dico uno, Debora Cianfanelii. Le liste possono anche essere apparentate, successivamente, con le liste del presidente. La mia scelta è legata anche alla situazione della Liguria, dove la presenza dell`autorità religiosa e della Curia è evidente. Certe questioni non vengono
neppure affrontate»
Me ne dica una.
«La Liguria è stata assente nella vicenda di Eluana Englaro che creò uno scontro fra Formigoni e altre regioni, il Friuli, l`Emilia. Non mi stupisce che Burlando abbia fatto lo gnorri, visto che ha trovato l`UdC...».
Il Comune di Genova ha varato norme sul testamento biologico.
«Dovrebbe essere la Regione a farsene carico. Altra cosa, l`aborto. A Genova sono venuto spesso e ho notato l`assenza della Regione nel dibattito. E ci sono diversi ospedali che non praticano aborti. Eppure avete il più basso tasso di natalità e l`età media più alta. Ci vorrebbe maggiore attenzione
su temi come il fine vita».
Lei non pensa di vincere, ovviamente.
«Ovviamente no. Sarei felice se riuscissimo ad avere eletti radicali. Sono convinto che la Liguria sia una regione complessivamente laica. Io vengo da Cuneo ma in origine sono delle valli occitane e da voi ritrovo tratti comuni ai nostri».
E dunque?
«II nostro obiettivo è riscattare la Liguria dalla sorta di autocensura che con Burlando praticaverso i temi legati alla laicità. I liguri, tutti, a destra e a sinistra, penso possano riconoscersi in chi pone certi problemi».
A fine 2009 lei ha avuto un`avvertimento dall`ordine dei medici di Torino. Perché?
«Perché avevo prescritto nel 2004, e lo faccio tuttora, la pillola del giorno dopo - che non è la Ru 486, ma una forma di contraccezione di emergenza - davanti alle scuole, per strada, durante le manifestazioni, a chiunque me lo chiedeva».
La Ru 486 é legale?
«Lo è appena diventata a opera dell`Aifa, l`Agenzia nazionale del farmaco. Se non che in Liguria, nonostante alcuni annunci a Savona, mi risulta non venga ancora prescritta, al contrario di Toscana, Emilia, Marche e provincia di Trento. La Ru 486 sta per diventare disponibile. È un
farmaco e sarà utilizzato in ospedale, dai medici, come alternativa agli aborti chirurgici. In realtà mi risulta ci sia una migrazione quotidiana a Mentone di donne liguri che non possono utilizzare la Ru 486 in Italia. I liguri sono persone di buon senso e sagge. Sui casi di coscienza ognuno è libero di decidere come crede».
La politica é più complessa...
«Ripeto, io sollecito un confronto con il Pd. In una coalizione è normale che ciascuno riaffermi i propri valori reclamando i voti per sé. L`unica condizione è essere sempre leali».
Nella giunta Castellani lei era considerato un "Pierino", no?
«Quando ero capogruppo io a Torino si decise la Tav, la metropolitana, il piano regolatore, persino le
Olimpiadi invernali. Mi astenni sull`ultima delibera perché non erano chiari i costi, ma non feci mai ostruzionismo. Lo feci invece per la ricostruzione del vecchio stadio Filadelfia. Quello era una truffa. No, non sono estremista come dicono alcuni».



