Europa - Federico Orlando - Le età di Emma e quelle di Renata
Cara Europa, sono lieta che nel Lazio il confronto si svolga tra due donne: l`una, Emma Bonino, protagonista delle maggiori battaglie civili, di cui godiamo le opportunità, l`altra, Renata Polverini, che è stata definita una creatura di Ballarò ma che ha saputo inserire nella dialettica sindacale
un`organizzazione che ai tempi della Cisnal di Almirante e del Msi era esclusa da ogni "relazione sociale". Ciò premesso, debbo però esprimere il mio rammarico per l`affermazione della Renata di avere l`età e la determinazione per farcela, mentre Emma «è oggettivamente portatrice di sensibilità e storie di un`altra stagione politica». Avrei preferito che queste cose le avesse lasciate dire alla
Roccella, per citare.
MARILISA COLOMBO, ROMA
FEDERICO ORLANDO RISPONDE
Cara signora, condivido l`intero contenuto della sua lettera, compreso il rammarico per il giudizio dell`ex sindacalista sulla «sensibilità di altra stagione», di cui sarebbe portatrice la Bonino. Non vorrei che alla Polverini sfuggissero due cose, una relativa al significato della presenza di donne come lei, Bonino, Poli Bortone, Bresso in questa campagna elettorale, un`altra relativa alla cultura politica in sé: cioè alle evoluzioni delle età. Non quelle di Lulù, che riserviamo alla privacy di ciascuno, ma quelle delle idee e della storia. Quanto alla prima, mi farebbe piacere che le donne protagoniste di queste elezioni sottolineasseronon tanto le reciproche stagioni politiche di riferimento (specie se qualcuno ha nel passato il covo di Colle Oppio, Storace, Alemanno, gli agrari pugliesi e la loro continuità squadristica dal mussoliniano Caradonna all`almirantiana Poli Bortone); quanto piuttosto il grande salto di qualità che la politica al femminile ha fatto, dal velinismo ed escortismo alle candidate vere che oggi si stanno confrontando. Ancora ieri il Corriere della sera pubblicava foto di gran belle ragazze (nei cui confronti né la Bonino né tantomeno noi abbiamo alcunché da obbiettare, se non che dovranno mostrarsi anche politicamente efficienti). Vedremo se nei loro confronti si risentiranno i clericofascisti, quelli che hanno contestato alla Polverini l' accenno alle "coppie di fatto" e alla Bonino la "famiglia di uno solo": come se non esistessero centinaia di migliaia di coppie di fatto e di famiglie di uno solo. I collitorti che le negano sono gli stessi che non vedevano l`aborto, quando lo si praticava non alla luce della legge ma sul tavolo delle mammane o dei "cucchiai d`oro", ieri ruffiani e oggi obbiettori. La seconda cosa che vorrei ricordare alla Polverini è che bisogna evitare sottintesi negativi quando ci riferiamo a "sensibilità e storie" di un`altra stagione. Oggi non staremmo a parlare di nuovi diritti civili, come "coppie di fatto" o famiglie di uno solo, se non ci fosse stata la stagione radicale, liberale, socialista, laica, cattolico-democratica che abolì la società contadina, cioè il peso morto culturale col quale entrammo nella democrazia. Le battaglie di oggi (anche relative alla genetica) altro non sono che la continuità della stagione del divorzio, dell aborto legale, del nuovo diritto di famiglia, delluguaglianza fra uomini e donne. Che è un po` anche uguaglianza fra ricchi e poveri, passo concreto verso le pari opportunità. In un bel libro per i 150 anni dell`unità italiana, uscito da Laterza in questi giorni, Bella e perduta, Lucio Villari ricorda che la rivoluzione liberale della modernità nata nel continente dal pensiero di Madame de Staél e di Benjamin Constant, era in origine affermazione della libertà individuale contro l`assolutismo di uno solo e contro il giacobinismo delle masse: in pratica, rivoluzione borghese, libertà ma non di tutti. Ma nelle età che seguirono nacquero da essa la democrazia, il radicalismo, il socialismo, il cattolicesimo popolare, le istituzioni rappresentative. E di età in età i diritti di pochi divennero diritti di tutti. Insomma, cara Polverini, lasci alla Roccella i ritorni indietro. Lei provi invece a fare come ha fatto e fa la Bonino, superare, se i suoi forcaioli glielo permetteranno, lo scoglio galileiano che sempre si oppone alle nuove verità, ma sempre viene superato.



