abolizione degli ordini professionali.liberallizzare il mercato

17 Marzo, 2006 - 16:23 | giorgio

In Italia un giovane che vuole esercitare una professione liberale (avvocato, architetto, commercialista, ingegnere, ecc.) deve sapere che per dieci anni, dopo la laurea, vivrà in condizioni di "sfruttamento".
Una vera corsa ad ostacoli.

Dopo circa otto anni di studi per conseguire la laurea si è obbligati a due-tre anni di tirocinio non retribuito. Il praticante, durante questi anni, non riceve una reale formazione per l'inserimento nella professione, ma svolge soltanto funzioni di segreteria.
C'è poi la farsa dell'esame di Stato, ormai subordinato agli interessi e alle lobbies degli Ordini, che decidono sul futuro di migliaia di giovani.
Infine, dopo aver conseguito l'abilitazione, i giovani si scontrano con norme arcaiche (divieto di pubblicità, tariffe minime fisse, ecc.) che non consentono di valorizzare le conoscenze e le capa cità acquisite, e quindi non permettono di esercitare pienamente la professione.
Di fatto, si raggiunge la piena autonomia alle soglie dei quarant'anni.LA PAROLA D'ORDINE E' LIBERALIZZARE IL MERCATO
Un programma per la liberalizzazione del mondo delle libere professioni non potrà che prevedere l'abolizione degli ordini professionali con il superamento delle tariffe obbligatorie per legge (minime e massime), l'abolizione del divieto di pubblicita' e l'equiparazione fra attivita' professionale e attivita' di impresa.
In realtà sono in molti a temere il confronto con un mercato più vasto a partire dai presidenti di tutti gli ordini professionali, provinciali, regionali e nazionali, terrorizzati di perdere i loro piccoli privilegi e rendite. L'atteggiamento dei partiti politici su questo tema è uguale a destra e a sinistra.
A costoro, nemici delle liberalizzazioni economiche, vorrei ricordare una citazione del premio nobel per l'economia, Friedrich A. von Hayek . "La competizione è il terrore di tutti i conservatori - conservatori di destra, di centro e di sinistra. Uno dei tratti fondamentali dell'atteggiamento conservatore è il timore del cambiamento. "
N.B
il governo Prodi già nel 2000 aveva presentato al parlamento un disegno di legge delega per il riordino delle professioni

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Inviato da gia79 il 17 Marzo, 2006 - 17:00.

Sono d'accordo con te. Noi siamo per le innovazioni, la ricerca, la meritocrazia, e per dare la possibilità ai giovani di potersi esprimere in tutte le loro capacità.
Contro ogni conservatorismo (di destra, di centro e di sinistra)

Inviato da parsifal il 18 Marzo, 2006 - 20:58.

IO SONO MWDICO, LA SITUAZIONE DELLA NOSTRA CATEGORIA è ANCORA PEGGIORE. COLORO I QUALI SI SONO LAUREATI DOPO IL 31/12/1994 DEVONO SOSTENERE OGNI TRE ANNI UN CONCORSO A RISPOSTA MULTIPLA, CON UN QUORUM DI 60 DOMANDE ALTRIMENTI, A PARITA' DI TITOLI CON GLI ALTRI COLLEGHI, NON POSSONO ESSERE INSERITI NELLE GRADUATORIE REGIONALI, MI FERMO QUI SE NO SE SPIEGASSI LE COSE IN DETTAGLIO VI ANNOIEREI A MORTE, PER TUTTO QUESTO DICO GRAZIE AL LIBERALE RAFFAELE COSTA

Inviato da Leonardo Monopoli il 17 Marzo, 2006 - 18:11.

Spero che i futuri parlamentari della RnP facciano tesoro di queste indicazioni "dal basso" e presentino adeguati disegni di legge, in applicazione dello stesso programma del partito volto a una liberalizzazione delle professioni.

Inviato da luca78 il 17 Marzo, 2006 - 18:28.

Concordo pienamente con voi , speriamo che Prodi ci sostenga almeno in questo!!!

Inviato da andrea2975 il 17 Marzo, 2006 - 18:57.

perdonate la pedanteria, ma credo di fare una cosa utile indicando i links a due precedenti discussioni, risalenti a qualche settimana fa, che affrontavano tematiche analoghe (abolizione degli ordini professionali, abolizione del valore legale del titolo di studio, abolizione delle procedure concorsuali e responsabilizzazione della dirigenza nel pubblico impiego, efficace politica anticorporativa, liberalizzazioni varie,...).

abolire gli ordini professionali
per l'abolizione dei concorsi

Colgo l'occasione per ribadire il mio auspicio affinché ci si confronti "a più non posso" su tali tematiche, al di là del possesso di specifiche competenze tecniche su questi argomenti.

Inviato da Caso A. il 17 Marzo, 2006 - 19:09.

sono anche io daccordo, liberalizzare le professioni creando competitività nei settori toglierebbe privilegi medioevali a pochi dando vantaggio al consumatore.
Un mercato liberalizzato con una figura di un banditore che evita storture di vario genere sarebbe una garanzia per tutti!
Temo solo che in parlamento la lobby dei professionisti sia, come sempre, una delle più conservatrici....

Inviato da Leonardo Monopoli il 17 Marzo, 2006 - 19:17.

e già... le leggi le fanno gli avvocati, e faranno mai una legge che colpisce i loro privilegi? Ci vuole una forte pressione dal basso, una contro-lobby, se è lecito il termine...

Inviato da bio72 il 17 Marzo, 2006 - 20:24.

Io non capisco benissimo la materia, ma pensare che le tariffe massime di un avvocato non siano più prestabilite... mi terrorizza.
Chi ha il coraggio di entrare nello studio di un notaio o di un avvocato e chiedere: scusi Lei quanto mi costa?
Ed io non sono uno con poca faccia tosta..

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