Riforma del mercato del lavoro

17 Novembre, 2005 - 17:25 | FdN

La regola principale che ispira il "moderno" mercato del lavoro è la flessibilità. Bene. In questa fase assistiamo ad in confronto/scontro tra le regole e le tutele costruite intorno ad un mercato del lavoro fordista, caratterizzato da una forte stabilità, e le esigenza della nuova economia, fortemente flessibile e competitiva. Come trovare un nuovo equilibrio tra fondamentali eigenze di sicurezza sociale e altrettanto evidenti esigenze di flessibilità e competitività del sistema delle imprese? Le strade possibili sono 2: insistere, ideologicamente, sulla necessità di avere solo contratti di lavoro "fordisti" per tutti i lavoratori e professionisti, oppure accettare un modello di flessibilità tutelata.
La prima ipotesi non ha futuro.
Lo slogan della seconda ipotesi, invece, potrebbe essere: Si alla flessibilità del lavoro, No alla flessibilità del reddito. Cosa vuol dire? Per esempio che i contratti di lavoro, cosiddetti atipici, non vanno cancellati ma vanno completati. Ossia, bisogna costruire intorno ad essi un sistema di tutele e garanzie fondamentali, come l'indennità di disoccupazione, l'accesso al credito e la formazione, per esempio. In questo modo si garanirebbe la flessibilità e la sicurezza. E' cosi difficile realizzarlo?