Adozione del software libero nella PA

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L'utilizzo di software libero all'interno della pubblica amministrazione non è solo una presa di posizione, ma qualcosa di più, quasi un dovere morale.

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Lo stato attuale

Le informazioni sui cittadini che la pubblica amministrazione tratta sono, per propria natura, tra le più personali e riservate.

Ad oggi nessuno conosce in che modo queste informazioni vengano trattate dagli applicativi, poichè il trattamento dei dati è effettuato con softwares proprietari, i cui codici sorgenti sono segreti e non verificabili.

Le nostre informazioni più riservate sono quindi elaborate in maniera per noi opaca, da software concepiti non per servire i cittadini, ma per far arricchire il produttore dello stesso.

Si può cambiare?

Allo stato attuale la comunità opensource ha sviluppato un gran numero di applicativi che rappresentano valide alternative agli equivalenti prodotti commerciali (uno per tutti OpenOffice). Questi applicativi vengono distribuiti con a corredo il codice sorgente, ciò significa che chiunque può valutare in che modo vengano elaborati i dati immessi.

Alla disponibilità di software si affianca un numero elevato di FormatiAperti che garantiscono anch'essi trasparenza e disponibilità delle informazioni.

Inoltre sono ormai disponibili Sistemi Operativi liberi (GNU/Linux, OpenBSD, ed altri) che alle doti di trasparenza succitate affiancano stabilità e prestazioni tali da poter essere utilizzati anche su computer non più nuovissimi (quali quelli delle nostre amministrazioni pubbliche).

L'utilizzo di queste tecnologie può portare da un lato all'abbattimento dei costi sostenuti per le attuali licenze commerciali (lo stato paga centinaia di euro per ogni sistema operativo installato e per ogni software proprietario a corredo) dall'altro ad una trasparenza nella gestione delle informazioni senza precedenti nella nostra Repubblica.

Come fare (how-to)

Per iniziare sarebbe necessario sostituire le suite proprietari di software da ufficio con l'equivalente software libero.

Sostituire poi tutti i sistemi operativi proprietari dei server con gli equivalenti sistemi operativi liberi.

Già questo porterebbe vantaggi consistenti per le nostre finanze.

Basterebbe poi una legge dello stato che vieti alle pubbliche amministrazioni l'utilizzo di software non corredato dal codice sorgente e dagli applicativi necessari alla compilazione dello stesso per completare una grande operazione di trasparenza e civiltà.

Link Esterni

OpenOffice (homepage progetto)
GNU/Linux (Wikipedia)
Software Libero (Wikipedia)
Associazione Software Libero (homepage associazione)
Cyberiade.it Blog (segue le iniziative sull'Open Source nella PA)


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