Discussione:Abrogazione della Legge Urbani

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Mi chiedevo perchè l'impegno da parte della RnP relativamente alla questione SIAE, per proteggere e valorizzare i diritti dell'autore e delle piccole realtà indipendenti, e poi in parallelo questa proposta di abrogazione della legge Urbani per liberalizzare il file-sharing. Trovo più che comprensibile il fatto che la legge Urbani sia una pessima legge dal punto di vista formale, perchè irrealizzabile, come ha dimostrato Cappato, ma non mi spiego come si possa essere dalla parte degli autori e allo stesso tempo essere da quella di chi mette a disposizione di tutto il mondo, in maniera gratuita, opere dell'ingegno. Il p2p ha portato l'industria del disco sulla strada del non ritorno, procurando danno prima di tutto al piccolo autore e a tutte le realtà emergenti che non trovano conseguentemente spazio per poter avere la visibilità che meritano; questo di riflesso ha portato ad un incredibile abbassamento del livello qualitativo del mercato discografico di largo consumo.

Credo che perseguire su questa politica di libera diffusione di materiale artistico senza pagamento di giusto compenso, sia l'omicidio della professione di Artista: perchè infatti, io artista dovrei continuare a scrivere musica, testi, arrangiamenti, sceneggiature, o incidere dischi o girare film, con investimenti altissimi, per poi vedere il frutto del mio lavoro e dei miei sacrifici liberamente distribuito su scala globale senza alcuna ricompensa per il lavoro svolto? Di questo passo, in un futuro non così lontano, probabilmente non ci saranno più dischi o film da scaricare, perchè nessuno sceglierà più di investire le sue risorse nella carriera artistica, costretto magari fin dai tempi della formazione ad andarsene dal proprio paese perchè il proprio paese non garantisce una formazione degna (come avviene qui in italia dove l'unico tipo di formazione musicale riconosciuta è quella dei conservatori, scuole degradate dove mancano più di 100 anni di musica, guardacaso proprio quei cent'anni che servono per poter lavorare).

Da un partito il cui principale testimonial è un grandissimo artista, mi aspetterei un programma che cura gli interessi dell'artista, che alla promessa di smembramento della SIAE affianca anche il concetto di introduzione del diritto di arrangiamento, o che si impegna ad ammodernare la legge che regola le esibizione dal vivo, scritta 60 anni con errori di forma, che costringe i piccoli artisti per essere in regola, a procurarsi loro stessi l'agibilità per suonare nei locali, quando invece dovrebbero essere i locali a farlo (e questo chi fa la professione lo sa); mi aspetterei che si parlasse di sindacati, liste di collocamento, pensione per i musicisti, che si lottasse per stimolare il riconoscimento nella mente delle persone della Professione di Artista in un paese dove il musicista moderno è visto molto spesso o come un hobbista o come un vagabondo ; mi aspetterei che si parlasse di ammodernamento degli organi statali di insegnamento delle arti, senza costringere talentuosi ragazzi e le loro famiglie ad investire cifre impossibili per studiare in America, per esempio.

Da radicale, mi aspetterei che si perseguisse la strada della sensibilizzazione sul riconoscimento della Professione Artistica, sulla legittimità di vita dell'industria discografica, sui diritti della categoria dei lavoratori dello spettacolo.

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